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Spettacoli 

STORIE E RACCONTI CHE PRENDONO VITA IN SCENA

Storie del quotidiano che sul palco diventano eterne. Per la loro semplicità, per la loro necessità di essere scoperte e condivise. Per la convinzione che il teatro possa e debba essere anche uno strumento di conoscenza. Con la pura ed elementare forza della storia in sé. 

Perlasca. Il coraggio di dire no

UN ATTORE STRAORDINARIO. UNA STORIA INCREDIBILE.

Olocausto, nazismo, ebrei, razzismo, odio, accettazione dell'altro, coraggio. Questi sono i temi trattati in questo affascinante spettacolo, che da anni gira nei teatri di tutta Italia e nelle scuole, ricevendo recensioni e critiche entusiasmanti. 
Un 
attore solo sul palco che racconta. Un uomo solo nella vita che affronta il male supremo. Un uomo semplice si prende il mondo sulle spalle e diventa un eroe. Un attore poliedrico che si trasforma in molti personaggi e regala immagini ed emozioni uniche che graffiano il cuore. Le due storie si incrociano, perché il destino ha voluto proprio così: un cimitero in cui sono sepolti prima Perlasca, Giusto tra le Nazioni e poi il papà di Alessandro, autore e attore di questo spettacolo, che è venuto così a conoscere una delle storie più affascinanti di questo secolo. Una spettacolo che ha incontrato centinaia di allievi delle scuole e in ogni luogo ha lasciato il segno. Un esempio potente di teatro di narrazione, un monologo teatrale che sembra avere sul palco un cast di attori. Una didattica teatrale che diventa viva ed entra nei cuori dei ragazzi e lancia un messaggio di integrazione e rispetto per l'altro.

Gabriele Lavia, Laura Curino, Luca Zingaretti hanno scritto le loro recensioni dopo averlo visto, visita il sito e scopri cosa hanno detto.

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PERLASCA
Il coraggio di dire no

Scritto da ALESSANDRO ALBERTIN

Diretto da MICHELA OTTOLINI

Interpretato da ALESSANDRO ALBERTIN

Un racconto affascinante, travolgente e commovente della storia di Giorgio Perlasca. Un giusto tra le nazioni. Un uomo semplice e "normale" che mettendo a rischio la propria vita sceglie di aiutare l'ambasciata di Spagna per salvare più di 5.200 persone. Ebrei ma non solo. Affronta la morte tutti i giorni, si trova faccia a faccia con Adolf Eichmann, si spaccia per console spagnolo, solo ed unicamente perché così avrebbe potuto salvare molte vite.

Vive nell’ombra fino al 1988, quando viene rintracciato da una coppia di ebrei ungheresi che gli devono la vita. 
E fino ad allora non racconta a nessuno la sua storia, nemmeno ai suoi familiari. 
Successivamente, quando i giornalisti gli chiesero le motivazioni delle sue azioni lui rispose: "Lei cosa avrebbe fatto al mio posto?"