Spettacoli

STORIE E RACCONTI CHE PRENDONO VITA IN SCENA

Storie del quotidiano che sul palco diventano eterne. Per la loro semplicità, per la loro necessità di essere scoperte e condivise. Per la convinzione che il teatro possa e debba essere anche uno strumento di conoscenza. Con la pura ed elementare forza della storia in sé. 

PERLASCA
Il coraggio di dire no

Scritto da ALESSANDRO ALBERTIN

Diretto da MICHELA OTTOLINI

Interpretato da ALESSANDRO ALBERTIN

Un racconto affascinante, travolgente e commovente della storia di Giorgio Perlasca. Un giusto tra le nazioni. Un uomo semplice e "normale" che mettendo a rischio la propria vita sceglie di aiutare l'ambasciata di Spagna per salvare più di 5.200 persone. Ebrei ma non solo. Affronta la morte tutti i giorni, si trova faccia a faccia con Adolf Eichmann, si spaccia per console spagnolo, solo ed unicamente perché così avrebbe potuto salvare molte vite.

Vive nell’ombra fino al 1988, quando viene rintracciato da una coppia di ebrei ungheresi che gli devono la vita. 
E fino ad allora non racconta a nessuno la sua storia, nemmeno ai suoi familiari. 
Successivamente, quando i giornalisti gli chiesero le motivazioni delle sue azioni lui rispose: "Lei cosa avrebbe fatto al mio posto?"

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LO SBARCO IN NORMANDIA
I segreti di una vittoria.

Scritto da ALESSANDRO ALBERTIN

Regia di MICHELA OTTOLINI

Interpretato da ALESSANDRO ALBERTIN

Musica ed effetti audio di LUCA REALE

Consulenza musicale di SABRINA REALE

Il 6 giugno 1944 gli anglo americani sbarcarono con mezzi imponenti in Normandia sotto il comando del generale Dwight Eisenhower. Nel giro di poche settimane, grazie anche all’appoggio delle forze di liberazione francesi, le linee difensive tedesche furono travolte.

Questo è tutto ciò che riportano la maggior parte dei testi scolastici sullo Sbarco in Normandia. Questo è quel poco che molti sanno del più grande evento militare che ha cambiato il corso della nostra storia più recente.
Ma come si è arrivati a quel fatidico 6 giugno 1944? Quali strategie si sono adottate? Chi ha ricoperto il ruolo più importante? Quali erano i segreti, le paure e gli stati d’animo dei protagonisti, generali o soldati semplici che fossero?
Alternando il racconto in terza persona all'interpretazione caratterizzata dei personaggi, giocando tra ironia e semplicità, questo spettacolo alterna momenti divertenti ad altri più intensi e riflessivi che portano lo spettatore a chiedersi: «Se una qualunque anima di quei ragazzi scendesse a vedere a cos'è servito il sacrificio della sua vita... sarei in grado di reggere il suo sguardo?»

 
ARLECCHINO E LA BUROCRAZYA

Scritto da ALESSANDRO ALBERTIN

Regia di MICHELA OTTOLINI

Interpretato da ALESSANDRO ALBERTIN

È uno spettacolo divertente ed ironico che mette a confronto due mondi teatrali molto lontani: quello della Commedia dell’Arte, dove tutto era semplice e diretto e quello del Teatro attuale, dove la vita di ogni singolo spettacolo dipende da una pila infinita di certificazioni e autorizzazioni.

Arlecchino è stato licenziato e si ritrova disoccupato. Incapace di fare altri lavori, decide di mettersi “in proprio” e andare in scena da solo. Ma, mentre come dipendente ogni cosa filava quasi liscia, scopre che per fare quello che ha sempre fatto, ora si deve scontrare con timbri, permessi, uffici, marche da bollo, voci telefoniche automatiche e mille altri cavilli… E più che tornare in scena, dovrà occuparsi di non impazzire!

 
MARCO PANTANI
Il campione fuori norma.

Scritto da ALESSANDRO ALBERTIN

Regia di MICHELA OTTOLINI

Interpretato da ALESSANDRO ALBERTIN e MICHELA OTTOLINI

Durante una tappa del Giro d’Italia, Marco Pantani scala il Passo del Mortirolo come fosse una semplice collina ed entra prepotentemente nel cuore dei tifosi italiani.
È il 5 giugno 1994. Comincia da lì una carriera straordinaria, costellata da una serie impressionante di infortuni e fatta di poche ma storiche vittorie. L’apice viene raggiunto nel 1998, con la conquista del Giro d’Italia e del Tour de France. L’anno seguente è quello della definitiva consacrazione, del più che probabile secondo Giro d’Italia. A Madonna di Campiglio, a due tappe dalla fine, viene fermato perché il suo sangue presenta dei valori fuori norma.
È il 5 giugno 1999. Esattamente cinque anni dopo la favola finisce. Da qui comincia un accanimento mediatico e giudiziario nei suoi confronti che non ha precedenti. Pantani diventa per molti “il dopato d’Italia”.
Si può dire che il tutto sia servito a qualcuno? Che abbia fatto comodo a certi meccanismi di potere? Si può dire che Marco Pantani sia stato un capro espiatorio per lo sport italiano? Partendo da queste domande abbiamo cercato di capire se quanto successo dopo Madonna di Campiglio fosse normale. Oppure no.

 

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